Prendersi Cura: Mappa dell’Impegno MASCI in Emilia-Romagna
Lo scorso 27 settembre 2026, in occasione dei festeggiamenti di “Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026”, è stato presentato il report con i dati raccolti dalle comunità Masci dell’Emilia Romagna sul tema del prendersi cura. L’obiettivo è offrire a tutti gli adulti scout uno sguardo approfondito e significativo sulla vita del territorio e delle comunità ecclesiali.
Attraverso l’analisi sistematica dell’operato di 28 Comunità, emerge la fotografia di una realtà viva, continuativa e profondamente inserita nelle fragilità sia materiali che relazionali delle nostre città.
I Dati del Report: Un’Apertura al Territorio
Il primo dato saliente è che ben il 78% dei gruppi monitorati (22 realtà su 28) manifesta una vocazione spiccatamente aperta all’esterno, trasformando i valori della promessa scout in gesti concreti di vicinanza, accoglienza e cura civica.
È stato notato che l’efficacia dell’intervento non dipende dai grandi numeri delle comunità, in quanto anche le realtà più piccole sanno esprimere una notevole capacità di impatto sociale, scegliendo interventi mirati o inserendosi attivamente nel tessuto della sussidiarietà locale.
Ambiti di intervento
L’ambito di intervento principale resta il contrasto alla povertà materiale e l’accesso al cibo. Un impegno portato avanti da anni a fianco di Caritas, Cucine Popolari, e altre istituzioni. Accanto al bisogno materiale cresce l’attenzione alle povertà relazionali e all’accoglienza: percorsi ed esperienze educative condivisi con la Comunità Papa Giovanni XXIII e le Case delle Donne, ma anche un impegno diretto sui temi dell’immigrazione attraverso i corridoi umanitari e progetti dedicati di prima accoglienza.
Un secondo asse fondamentale è quello della responsabilità ambientale e civica. Ispirandosi ai principi dell’ecologia integrale dell’enciclica Laudato si’, le Comunità scelgono di prendersi cura della “casa comune” attraverso la manutenzione di aree verdi, campagne di pulizia e sensibilizzazione contro l’inquinamento da plastica o la promozione dell’economia circolare. A questo si affianca una consolidata collaborazione con gli organismi ecclesiali e con la Protezione Civile, segno di una visione in cui la dimensione spirituale si salda in modo naturale con l’impegno civile e la testimonianza vissuta.
La Criticità: Il “Paradosso della Rete”
L’indagine mette tuttavia in luce un aspetto critico: il cosiddetto “paradosso della rete”.
A fronte di un lavoro quotidiano capillare e fecondo, le Comunità mostrano ancora una limitata rappresentanza nei luoghi in cui si prendono le decisioni: solo sette realtà partecipano attivamente a Consulte del Volontariato, tavoli socio-sanitari o coordinamenti istituzionali.
Si apre qui la vera sfida per il futuro: passare da un ruolo di puro “esecutore” o fornitore di servizi a quello di partner proattivo, capace di contribuire alla co-progettazione delle politiche sociali e del welfare territoriale.
Le Sfide per il Futuro
Cosa ci chiede, in definitiva, questo scenario?
Innanzitutto, di consolidare una reale cultura di rete, mettendo in comune le buone pratiche per valorizzare l’esperienza maturata.
Significa saper unire le forze su progetti condivisi, investire sulla formazione per ascoltare e comprendere da vicino i bisogni delle nuove generazioni, e custodire la radice autentica del nostro servizio.
Lontano da qualsiasi logica burocratica o puramente assistenziale, il nostro impegno vuole essere testimonianza viva: solo intrecciando queste relazioni sapremo prenderci cura, insieme, delle nostre comunità e del loro futuro.
Pattuglia regionale Fraternità e Creato
